Zafón

Sono arrivata all’ultima pagina di questa lunghissima tetralogia di Carlos Ruiz Zafón Il cimitero dei libri dimenticati, nata tantissimi anni fa, iniziata per caso, e durante gli anni anche dimenticata. Ma ora non voglio fare una recensione, sarebbe complicato e al tempo stesso troppo riduttiva, è un’opera ampia, intricata, complessa, piena di misteri che solo verso le ultime pagine si dipanano. Una Barcellona oscura, tenebrosa, piovosa, sotto la guerra prima e sotto il regime franchista dopo. La storia di vite di gente comune, dura, difficile e complicata, alcuni sopravvissuti ma molti morti. Stenti, fame e bugie così per molti anni hanno vissuto i barcellonesi, ma tutti gli spagnoli, e sotto una trama ben ordita, tanta verità.

Zafón in quest’ultimo libro Il labirinto degli spiriti è stato un maestro, un regista impeccabile, oserei dire fantastico, raramente mi era capitato di leggere qualcosa di così poderoso e meraviglioso.

Grande scrittore ed uomo anche quando nella trama del suo romanzo introduce il personaggio di Bruno Apaia, traduttore italiano delle sue opere. Ne sono rimasta incantata e credo che lo stesso Arpaia ne sia stato entusiasta e grato.

Non posso che consigliarvi di leggervi tutta la tetralogia, un’esperienza incredibile senza inizio e fine.

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