Ricordo…

Ricordo dei miei pomeriggi di diciassettenne seduta nel soggiorno, al tavolo rotondo (io odio i tavoli rotondi) a studiare. Mia madre aveva messo al centro un alberello di natale con le lucette tutte colorate, paciccoso e pieno di neve. Facevo finta di studiare, in effetti stavo lì ad osservarlo e viaggiavo con la mente. Mi piaceva stare, anche, al buio per creare quell’atmosfera magica con tutte quelle lucette.

Il mio cervello non voleva proprio saperne di applicarsi su quel libro che avevo davanti, in compenso disegnavo e su quello mi applicavo.

Così trascorrevo i miei pomeriggi di prevacanze natalizie. Che spensieratezza, che finiva non appena si avvicinava la data di ritornare a scuola. Che palle!

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18 Comments

  1. Che forte il tuo racconto mi hai proiettato negli in cui anche io ero solito fare quello che hai descritto!☺️ Non ti dico poi la depressione che mi saliva subito dopo il pranzo dell’epifania😝👎 …si tornava a scuola, si spegnevano le luci, erano finiti i pranzi e i festeggiamenti e tutta l’atmosfera fatata svaniva in un baleno😔👎

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    1. Questo si se hai bei ricordi. Io ne ho ma non sopportavo la scuola come istituzione mi sono sentita sempre oppressa. All’università mi sono liberata. Viva l’università per sempre. Pensa che quando mi sono laureata ho pianto non per la laurea ma perché abbandonava l’università. Sono strana lo so!

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