Riflessioni in un giorno di pioggia

Voi direte ma che novità, da te piove sempre, quindi? Quindi sono costretta a non andare a correre, per me linfa vitale, e allora do sfogo al mio cervello malato.

Si avvicina l’Immacolata, per tutti gli anni che sono stata nella mia città era giorno di invito a pranzo con i miei affetti, quelli più vicini. Io sono parca nelle elargizioni, non per braccino corto ma perché nessuno mi ha mai dato niente, tranne coloro che ho sempre invitato. Qui non parlo di regali o quant’altro, ma solo di affetto e considerazione.

Chiusa questa parentesi, il giorno dell’Immacolata per me sanciva l’apertura delle feste natalizie con gioia e serenità. Pulivo casa, programmavo il pranzo, addobbavo, apparecchiavo la tavola con le regole di Bon ton rivisitato da me. Tutto questo senza sforzo, ma solo per il piacere di sedermi a tavola e vedere li riuniti i miei amori, gli amori di una vita.

Eppure i miei sforzi non erano sufficienti alla riuscita della giornata festiva, chi arrivava in ritardo giusto per mangiare, chi voleva correre a casa subito dopo adducendo motivazioni balzane, chi si defilava con eleganza ed arroganza. Io ad inizio pranzo ringraziavo tutti di esserci, ma soprattutto ringraziavo che per un altro anno eravamo seduti uno di fronte all’altra. Non un’inezia!

Tutto questo è servito poco, ognuno, comunque, andava per la sua strada.

Ora, queste cose non posso farle più, mi sento dire: peccato che sei lontana, come ci sentiamo soli, la casa è vuota senza di te, le feste non sono più le stesse. Ma quando c’ero cosa avete fatto voi? Mi avete sempre risposto picche, strafregandovene dei miei sforzi e di come io ci tenessi ad avervi tutti lì accanto a me.

Io soffrivo allora ma soffro anche oggi, con la differenza che prima vi avevo comunque accanto, nonostante tutto, ora io sono sola in un paese dove non festeggia l’Immacolata e dove io sono realmente sola con la sola compagnia di mio marito.

A me, più di altri, è andata a quel servizio.

Pace… senza guerra.

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28 Comments

      1. Sarà che io già da quando ero molto giovane, non festeggiavo mai il natale. E’ importante, secondo il mio modesto parere, capire che la cosa più importante sia amarsi sempre ed ogni giorno con le piccole cose. Ovviamente è innegabile che il natale, in quanto tradizione nasce per ricordare alle persone determinati valori. Grazie per aver condiviso il tuo pensiero.

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  1. è andata a quel servizio è strepitosa………… anche per me l’immacolata rievoca ricordi incredibili , si aprivano le feste di Natale e a Milano i negozi iniziavano a stare aperti tutte le domeniche , anche io adesso sono solo o quasi , anzi no ho la mia splendida famiglia , un abbraccio

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  2. Ti capisco, sai! Non sempre le persone partecipano col cuore alla festa, così, quando ti resta la casa vuota con le stoviglie e gli avanzi della tavola da sistemare, senti una stretta al cuore. Per me il vero natale, per un certo periodo, ha coinciso con la mattina di Santo Stefano, quando, dopo il solito fallimento del Natale ufficiale, che si era trascinato fra i queruli battibecchi dei “vecchi” di casa, nonostante la mia dedizione e pazienza, mi ritrovavo con mio marito e mio figlio piccolo a goderci il cado dei nostri cuori in sintonia, in letizia, pigiama, coccole e pigrizia!
    Goditi tuo marito, non rimpiangere niente!

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