Ciao, come stai?

Quando incontro qualcuno o rispondo al telefono, sempre per educazione io dico ciao! Come stai? Quando lo chiedono a me io rispondo ciao tutto bene grazie!

Ancora non sono arrivata ad una conclusione accettabile, lo dico anche se sto morendo, anche se ho appena finito di piangere o ricevuto una cattiva notizia. Mi ricompongo e solare rispondo così.

Continuo a sostenere la mia parte anche se dall’altro lato mi arrivano notizie catastrofiche di piagnistei vari e disastri irreparabili. Riesco ad aprirmi solo se l’incontro o la conversazione si prolunga per un po’ di tempo circa mezz’ora. Inferiore a questo lasso di tempo io ritengo inutile aprirsi e confidarsi. Devo avere la percezione che l’altro/a sia in sintonia con me, che viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda, altrimenti taccio e ascolto paziente, facendo faccine e comprendendo il più possibile.

Sono strana, per la miseria se lo sono!

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35 Comments

  1. È un difetto dell’ era moderna. Che giustifica la distanza con la scusa del siamo sempre di corsa. Ma il garbo non teme la fretta e bisognerebbe introdurlo come legge di stato. Ti credo e come ..se non si appartiene alla categoria sto male cronico…lo dici solo sotto tortura. Ma fortunatamente non siamo tutti fatti in serie quindi esiatono tante persone che al tempo inseriscono il fattore buon tempo e non importa se facciamo tardi..il valore di un gesto semplice non ha prezzo nel ritmo della giornata. Per cui se impariamo a soffermarci di più..ne recuperiamo in tenore di vita…tutti.

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    1. Bravo è proprio questo il nocciolo del problema, troppa fretta, poca considerazione e assoluta assenza di empatia. Vabbè mi devo rassegnare. Sono di altri tempi mentali. Grazie per avermi letto 😘😘😘❤️

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  2. No, non sei strana. Anch’io considero “ciao, come stai?” una sorta di saluto gentile da rivolgere ad un conoscente che si incontra per strada e ritengo inappropriato rispondere ad una domanda “standard” in maniera stizzita e con un elenco di disgrazie e piagnistei. A volte, sempre per essere gentile, mi trovo a chiedere “Come va? Tutto a posto?” ed ho notato che alcuni, paradossalmente, anziché rispondere semplicemente con “tutto ok, non c’è male…” appaiono infastiditi dalla mia domanda e di rimando, si abbandonano ad una descrizione minuziosa dei loro problemi. Il punto è che forse non si è più abituati ad un approccio gentile all’interno del proprio quotidiano: eppure essere gentili non costa nulla! Non è richiesto nessun tipo di sforzo o alcun supplemento di tempo.
    “Venimmo per portare gentilezza ma non ci fu concesso” diceva Beckett… 🙂

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    1. Stupenda la tua risposta. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Se tutti capissero gli elementi base della gentilezza, cortesia ed educazione. Ma oggi l’uomo mi risulta estremamente limitato nelle sue connessioni celebrali. Evvabé… Buona giornata💖💖💖 e grazie 😘😘😘

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