Il mio mondo

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Buona parte dei miei vent’anni li ho trascorsi fidanzata con un ragazzo, ambizioso, studioso, esuberante, amicone di tutti. Siamo stati bene insieme per quasi sei anni, abbiamo costruito molto, lui è riuscito a laurearsi in economia e commercio, in pochissimo tempo, io continuavo a studiare spronata sempre da lui, ma poi qualcosa si incrinò. Io ho iniziato a non stare troppo bene psicologicamente, sono stata per molti anni in cura, avevo bisogno del supporto di tutti. Durante questo percorso alcuni li ho persi, altri hanno continuano a percorrere la mia stessa strada. Lui è uno che ho perso, avevo altre esigenze, iniziavo a capire altre cose di Anna, la stessa Anna stava uscendo fuori, prima era sommersa. Insomma mi ero persa, avevo perso la mia identità.

Il mio fidanzato mi costringeva a passare più tempo con i familiari, ma io non lo sopportavo, era una costrizione soffocante per me, per la ragazza di allora. Dovevo socializzare di più con i suoi amici, ma io mi sentivo inadeguata e non all’altezza.

Parlavamo di matrimonio, avevamo un futuro roseo davanti. Sposando lui non avrei mai avuto problemi economici, non mi sarei mai dovuta cercare un lavoro, avrei fatto almeno due figli e avrei abitato in una bella villetta vicino ai miei genitori.

Ma sono scoppiata e Anna ha scelto la libertà di pensiero e di agire.

Anna ha scelto la precarietà e l’instabilità economica.

Anna ha scelto una strada che mi ha portata, dopo molti anni, nelle braccia del mio attuale marito.

Ma io sono contenta, ho l’amore, ho il mio mondo, duro, difficile ma mio, costruito con le mie mani.

Ho avuto dei rimpianti, ho cercato di tornare indietro, lui mi aveva riaccettata ma fatalmente ho commesso altri errori e tutto finì.

Nei miei errori mi sono costruita il mio futuro. Che fortuna sfacciata!

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