Larkin’s house

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Philip Larkin (1922-1985) fu scrittore, poeta, musicista e critico musicale. Lavorava come bibliotecario presso l’University of Hull. E’ uno dei più importanti poeti inglesi del novecento, una delle poesie più note è Toads (Rospi).Molte cose qui ad Hull hanno il suo nome, strade, pub, un edificio all’università. Per noi italiani è del tutto sconosciuto, anche perchè traduzioni delle sue opere non ce ne sono. Qui in basso ho reperito una sua poesia, con relativa traduzione, su internet. La casa che vedete nella foto è una delle abitazioni dove è vissuto Larkin.

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Statua di Larkin nella stazione ferroviaria e dei pulman di Hull – Hull Paragon Interchange.

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Maiden Name (1955)

Marrying left your maiden name disused.
Its five light sounds no longer mean your face,
your voice, and all your variants of grace;
for since you were so thankfully confused
by law with someone else, you cannot be
semantically the same as that young beauty:
it was of her that these two words were used.

Now it’s a phrase applicable to no one,
lying just where you left it, scattered through
old lists, old programmes, a school prize or two
packets of letters tied with tartan ribbon –

then is it scentless, weightless, strengthless, wholly
untruthful? Try whispering it slowly.
No, it means you. Or, since you’re past and gone,

it means what we feel now about you then:
how beautiful you were, and near, and young,
so vivid, you might still be there among
those first few days, unfingermarked again.
so your old name shelters our faithfulness,
instead of losing shape and meaning less
with your depreciating luggage laden.
Nome da nubile (1955)

Il matrimonio ha lasciato in disuso

il tuo nome da nubile.

I suoi cinque suoni leggiadri incapaci

di significare ancora il tuo volto,

la tua voce, ed ogni sfumatura

della tua grazia. Ma dal momento che

sei stata così grata che la legge

ti mischiasse a qualcun altro, non puoi

essere semanticamente la bellezza

che sei stata allora:

è a lei che appartiene quel nome.

Ora è un lemma che non si riferisce

a nessuno, sta lì dove l’hai lasciato,

sparso per vecchi elenchi, vecchi programmi,

uno o due premi scolastici, fasci di lettere

tenuti insieme con un fiocco – e questo

lo renderebbe privo di carattere,

di peso, di forza, interamente falso?

Prova a sussurrarlo piano.

No, significa ancora te. O meglio, essendo tu

passata e svanita,

significa quello che proviamo adesso

pensando alla te di allora:

quanto eri bella, e giovane, e vicina,

così vivida, potresti essere ancora

tra quei primi giorni, intatta.

Il tuo vecchio nome, pertanto, rafforza

la nostra fedeltà,

invece di perdere forma e significato

insieme al tuo pesante bagaglio

che vale sempre meno.

(traduzione di Marco Malvestio)

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