Edward Hopper

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Nighthawks – la mia preferita

Ho sempre amato l’arte, non da piccolissima, ho iniziato al liceo quando alle ore di disegno la professoressa pretendeva sempre il meglio da noi sia nel geometrico che nell’ornato. Per non parlare della storia dell’arte. Ero portata, mi piaceva un mondo disegnare. Ma purtroppo erano poche ore a settimana, facevo il liceo scientifico. Ma ero brava già dalle medie. All’università mi dovetti per forza imbattere in un esame molto temuto e complicato Storia dell’arte medievale e moderna, 1450 pagine, ho impiegato quattro mesi per prepararlo, studiando mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì. Rigidissima negli orari e nella tabella che mi ero prefissata. Tantissime opere da ricordare, pittori, scultori, opere architettoniche, noi con il libro davanti e le foto, dovevamo spiegare tutto lo spiegabile. Ne sono uscita vittoriosa, come sempre ai miei esami. Ma questo l’ho avuto nel cuore.

Durante la gita a Cambridge mio marito mi fa notare in libreria questo libro di Edward Hopper. Amo i suoi quadri, che tra l’altro mi ha fatto conoscere proprio lui, però non avevo letto mai nulla sulla sua vita e le sue opere.

Bene quando ho iniziato la lettura, se pur in inglese, la mia mente, le mie sensazioni sono ritornate a quando ventenne studiamo storia dell’arte. Una sensazione di trasporto fisico e mentale nel leggere e osservare, rapita dai colori, prospettiva, tecnica, comprensione del perché.

Che momenti di gioia ho vissuto insieme ad Hopper.

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