Si parte!!!

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Si parte! E sì proprio così è iniziata la mia avventura per l’Inghilterra, era dicembre del 2016, io ricoverata in una clinica nella mia città, per un piccolo intervento chirurgico, con mia madre accanto a me e mio marito che stava facendo un’intervista via skype con un docente dell’University of Hull. A gennaio del 2017 lui, mio marito, è partito e fine febbraio sono partita io. Ho lasciato tutto: la mia adorata casa, i miei amati genitori, le mie abitudini, praticamente la mia vita.

Si parte sapendo che dietro di te devi lasciare tutto e ricominciare daccapo, perchè se pensi di ricreare il tuo mondo italiano, si inizia con il piede sbagliato, ritorni dopo due settimane.

Qui molte cose sono belle e apprezzabili, ma molte te le devi far piacere. Ogni giorno è un ostacolo, una difficoltà da superare, non da meno la lingua. Io e mio marito siamo partitti, di certo, non con un certificato IELTS in tasca.

Kingston upon Hull, detta semplicemente Hull, letteralmente vuol dire scafo, è nell’ East Yorkshire, posizionata tra due fiumi Hull e Humber. Ridente città di circa 260.000 abitanti. Qui sono abbastanza cordiali e la città è molto, ma dico molto economica, gli inverni sono lunghi e freddi, le giornate corte e buie, le estati lunghe e luminose. Il vero periodo estivo, peccato, dura solo tre o quattro mesi. Quest’anno abbiamo avuto solo un giorno con 32 gradi. Si dorme quasi sempre con il piumone estivo.

Io non sono stata mai amante del caldo, a dispetto del luogo da dove provengo, il sud Italia, dove si raggiungono i 40 gradi. Per me venire qui, da questo punto di vista, è stata una manna. Infatti ridiscendo in Italia in primavera e in autunno. Dove l’Italia da il meglio di sè.

Il vero problema di questo posto è la lingua, sicuramente parlano inglese ma ve li vorrei far sentire, metterebbero a dura prova il miglior madre lingua in circolazione. La loro pronunzia è agghiacciante! dato che per le pratiche e la vita di tutti i giorni si ha che fare con persone non completamente e pienamente istruite come noi (ve lo dico con il cuore in mano: a livello di istruzione di base noi siamo mille miglia avanti a loro!), allora la frittata è fatta. Ma non tutto si può scegliere. Meno male che il popolo inglese è fatto per la maggioranza di stranieri, arabi, cinesi, africani, (da me molti polacchi e rumeni) e loro si che si capiscono.

Per il momento vi lascio con questa prima mia difficoltà, oddio ancora non li capiscooooo!!!!.Metto alcune foto per far da sfondo al mio racconto. A presto, molto presto, siiii domani ho il volontariato, speriamo che riesco a scrivervi qualcosa. Ciao byeeeeee!!!

 

 

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