Storie, segreti con… caffè

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Storie, segreti con… caffè di Cinzia Panarella, casa Editrice Kimerik, è un romanzo dolce, profumato e colorato. Dolce per la storia che tratta: una mamma che vuole ritrovare sua figlia che ha dovuto abbandonare alla nascita; Profumato perché aleggia in tutto il libro l’aroma del caffè come fil rouge. Colorato perché quando si descrivono i luoghi dell’Italia, dal nord al sud, non può altro che essere una tavolozza piena di bei colori sotto i nostri occhi. Spero che questa piccola premessa e l’intervista che ho avuto il piacere di fare, possano essere utili per la sua lettura.

Il suo è un libro dolce, mi piace definirlo così, per il suo contenuto…per il suo titolo. Ci racconti la sua trama. Il libro racconta di personaggi diversi che si conoscono, si piacciono, si frequentano. Ognuno con la propria personalità, con il proprio vissuto, con il proprio dolore. La vita di Giulia è segnata da un dolore profondo. Lasciare la sua bambina. Questo atto lacera la sua esistenza, ma è un atto d’amore. L’incontro con Carola, le farà vedere uno spiraglio per raggiungere il suo obiettivo. Ritrovare la figlia, ormai donna. Eventi che s’intrecciano. Persone, amicizie, amori. Momenti divertenti, ironici. Come contorno la descrizione della città di Como e i suoi meravigliosi dintorni. Nella seconda parte del libro, cambia lo scenario. Il Salento, colora, profuma e risolve l’enigma del romanzo. Le amicizie profonde, il saper andare oltre alle apparenze, sono la grande e vera forza del libro.

Da quale esigenza di vita nasce? Ho da sempre amato scrivere e leggere. Penso che l’amore per la scrittura, nasca da molto lontano. Da piccola ero l’addetta alla corrispondenza con gli zii lontani. Mia madre mi diceva cosa comunicare, ma io mi soffermavo a raccontare romanzando un po’ gli avvenimenti. Questo libro in particolare, l’ho scritto quando è mancata mia madre. Dando voce a piccoli avvenimenti, come l’ospitalità. Un buon caffè mentre si raccontano confidenze. In casa di mia madre c’è sempre stato l’aroma del caffè che ritrovavo a casa delle zie nel Salento, per me è la sua fragranza che mi fa sentire a casa.

Le donne, l’amicizia, dolori, gioie, amori. Mi sembra che non manchi proprio nulla. È solo un romanzo oppure è raccontata un po’ di vita personale? Dico sempre che la vita ha più fantasia di un romanzo. Diciamo che questo romanzo rispecchia cosa penso e come sono, o meglio come tento di essere. In tutte le personalità femminili, in aspetti diversi, c’è un po’ di quel che sono. Penso che possano rispecchiare tante di noi.

Con Corola, la protagonista, a chi si è ispirata? Carola è il personaggio che più si riferisce alla mia realtà. Scrive, è sposata, conduce da anni un gruppo di lettura. Vive in provincia di Como, dove è nata, ma una parte del cuore batte anche per il Salento. Le mie origini. Vivo da sempre questa dualità. Io l’ho sempre vista come un arricchimento. Dal lago al mare. Dal freddo al caldo. Gente diversa ma eccezionale sia a nord sia al sud. Non avrei potuto non parlarne. Carola concepisce la vita, esattamente come me.

Quanto tempo ha impiegato a scriverlo? Il tempo. Preziosità non sempre disponibile. Dall’inizio al termine, sino alla pubblicazione, due anni circa. Non ho potuto solo dedicarmi alla scrittura. Diciamo più di un anno, con piacere!

Ci racconti qualche curiosità nata durante la stesura del libro. Sono stata consigliera comunale alla cultura e al tempo libero. Abbiamo organizzato una mostra fotografica dei senzatetto, in collaborazione con un’associazione che opera in questi casi prestando vitto e alloggio a persone in difficoltà. Il progetto era per sensibilizzare la popolazione. Insieme alla mostra, abbiamo proiettato dei film e durante tutta la giornata, passava un video, di volti reali. Persone che per diversi motivi, si sono ritrovate a vivere ai margini della società. Stando lì tutto il giorno, a volte mi sono trovata sola, incontrando questi volti, queste voci spezzate. Ecco il perché di Giulia. La storia prendeva forma, mentre scrivevo. Una cosa curiosa che ho vissuto è stato vedere  dinnanzi a me il personaggio che avrei descritto. Sembrava mi suggerissero chi erano, come erano e cosa volessero fare. Questa è quello che più mi ha colpita. Ne  ho sentivo l’odore.

Che tipo di lettura ama? Le mie letture variano. Dalla saggistica ai libri sulla salute e benessere, ai romanzi. Tralascio la fantascienza. Del resto, non mi faccio mancare niente.

Ha già in progetto un altro romanzo? Ho qualche progetto. Ho iniziato altre storie. Devo decidere a cosa dare la precedenza. Mi piacerebbe scrivere l’esperienza del mio lavoro come naturopata. In ogni caso, sono partita, vediamo quest’avventura che direzione prenderà. Intanto…mi farò un buon caffè!

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